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26 settembre 2017

Questa una Guida Gratuita al Lavoro Autonomo ovvero un Manuale e Corso di Formazione per imprenditori e lavoratori in proprio.

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Categoria: GUIDA AL LAVORO AUTONOMO

Qual’è il ruolo della bcellula e 3cellula nel confronto generazionale?

Se non impariamo prima ad immaginare quello che vogliamo fare sarà meno probabile che riusciremo a farlo.

E così quando io penso al mondo del lavoro (o meglio al nuovo mondo del lavoro) che voglio costruire… la prima cosa che ne immagino sono gli attori protagonisti. E per meglio tenerli a mente ho anche individuato per loro dei nomi: bcellula e ecellula.

Le bcellule e le 3cellule sono i protagonisti del confronto generazionale o anche di un possibile conflitto generazionale. E questo anche perchè la più parte di noi non è consapevole dei radicali mutamenti nei rapporti intergenerazionali causati dall’invecchiamento degli abitanti del nostro bel paese.

Quanti di noi che hanno scelto o stanno decidendo di mettersi a lavorare in proprio sono consapevoli dei business che sono connessi con l’invecchiamento di un Paese?

un'idea luminosa per INNOVARE il BUSINESS...Da quello che vedo intorno temo che siamo molto pochi e così ci addanniamo a guadagnarci da vivere facendo la balia ad attività se non morte almeno irrimediabilmente moribonde.

Avete pensate qualche volta all’idea di mettere insieme le conoscenze degli over 50 (nel loro ruolo di consumatori) con le energie e le intuizioni dei più giovani under 50 ed insieme creare dei business davvero innovativi??


Qualche domanda chiave da fare ai clienti (prima parte)

Siete davvero interessati a comunicare con gli altri in modo efficace?

chiave per accedere al mondo del lavoroQuesto è un primo elenco di domande "chiave" che ognuno di voi può provare a sottoporre non solo ai propri clienti, ma anche a colleghi, collaboratori e partners dentro e fuori il mondo del lavoro.

Un consiglio: prima di farle agli altri esercitatevi… facendo a voi stessi queste domande:

- Come posso fare per entrare nella testa del cliente e così soddisfarne al meglio le esigenze?

- Sono capace di ascoltare il cliente senza farmi prendere dalla frenesia di dire la mia? ovvero sono capace di prendere la mira prima di….?

- Sono consapevole del fatto che le informazioni più interessanti che si possono venire a sapere sono quelle che riguardano la soggettività del nostro cliente? ovvero la sua natura umana.

- Abbiamo provato (almeno qualche volta) a rendere gradevoli esperienze spiacevoli?

- Come fai a riconoscere che in quel dato momento il cliente ha la testa fra le nuvole perché è sotto stress? hai una tua strategia per utilizzare in positivo queste situazioni?

- Come fa il cliente a fare quello che fa? p.e. come fa il cliente a prendere la decisione di comprare i tuoi prodotti e servizi?

- Come fai a metterti nei panni del cliente?

- Hai un’idea di quali siano stili efficaci di lavoro?


Imparare ad apprendere.

A Roma c’è un detto ricco di buon senso che recita così: nessuno nasce imparato.

Ognuno di noi si è fatta una sua propria idea di come prima la scuola dell’obbligo e poi l‘Università (per chi l’abbia frequentata) hanno inciso – attraverso ciò che abbiamo imparato ed appreso – sul nostro modo di rapportarci con il mondo del lavoro.

Dopo che negli utlimi dieci anni ho dedicato migliaia di ore ad INTROIATARE libri, navigare su Internet e vivere fianco a fianco con centinaia di imprenditori e lavoratori, eccovi tutto quello che mi sento di suggerirvi a proposito di come si impara ad apprendere.

L’apprendimento è efficace quando ci procura piacere e si sviluppa con l’apporto di piccole ma vere esperienze personali. Ed è ancora più efficace se mentre viviamo queste nostre esperienze NON CERCHIAMO DI CAPIRE cosa sta succedendo.

- Se vogliamo davvero apprendere da un’esperienza, la cosa migliore che possiamo fare è lasciare ad un tempo successivo l’esame, il riesame e l’analisi di quello che abbiamo fatto.

PMI del Nord Italia: quale futuro?In sintesi: il modo migliore di imparare ad apprendere è quello di farlo attraverso le nostre proprie esperienze personali ovvero attraverso le sensazioni e lasciando a queste sensazioni tutto il tempo che serve loro per darci le risposte che ci servono e così…

… festina lente, affrettiamoci lentamente, speed slowly… …


Impara ad ascoltare i tuoi clienti!!

Chi ha capito l’importanza che anche nella professione di consulente riveste la capacità di ascoltare i clienti è già un buon consulente*.
 
E chi ha capito davvero sente dentro di se che "ascoltare" significa sapere prestare attenzione a quello che il cliente ci comunica con le parole, i movimenti del corpo, il tono della voce, le pause, le sensazioni che ci trasmette…
 
Ci sono le cose che davvero contano per il nostro cliente e ci sono quelle che noi pensiamo contino per lui e questo può indurci in grave errore perché molto spesso le due cose sono diverse. E così quello che un buon consulente fa sempre è presentare domande e assumere atteggiamenti che aiutano il cliente a chiarire a noi (e anche a lui stesso) cosa vuole davvero.
 
N.B. Spesso il cliente ci fa notare le cose che davvero contano per lui in modi che difficilmente potremmo immaginare.
 
Tutti siamo d’accordo sul fatto che è una buona cosa trattare gli altri come vorremmo che gli altri trattassero noi ma questo NON è il comportamento più efficace: buon consulente è chi sa mettersi nei panni degli altri.
 
Impariamo ad ascoltare*, perché quando non "ascoltiamo" un cliente, un collaboratore, un fornitore… stiamo prendendo una decisione che INCIDE sui nostri guadagni.
 
E’ solo quando sappiamo ascoltare che poi possiamo dare al cliente risposte ad hoc per lui. E così non ti rapportare mai con lui dicendogli p.e. " … noi offriamo questi servizi, questi prodotti…" ma fagli capire qualcosa che a parole suona così: " … in base a quello che ho capito ti serve, noi possiamo fare questo…".
 
Molte più volte di quello che non possiate immaginare rischiamo di mandare a monte un business per il fatto che non abbiamo capito che il cliente ha capito, ovvero non ci siamo accorti che il cliente p.e. era già entrato nell’ordine di idea di accettare le nostre proposte.

E come sa bene un buon consulente: non c’è niente di peggio che continuare ad "agitare" la mente del cliente quando questi ha già deciso in vostro favore. NON ESSERE PROATTIVO.

Se cercate testi e risorse che trattano il tema di come migliorare le capacità di ascolto nel mondo del lavoro cliccate qui.

*Come fai ad ascoltare il cliente se a parlare sei sempre tu? e come fai ad ascoltare davvero se la tua mente è occupata in altri pensieri?
 
 

Sessualità, Scuola e Mondo del Lavoro…

Un modo davvero efficace per imparare quello che vogliamo fare è osservare il comportamento degli altri, i loro errori, il modo di correggersi … …

In Italia ci sono sicuramente due ambiti in cui questo è quasi impossibile: l’attività sessuale e il mondo del lavoro.
 
Fortunatamente per quanto attiene la nostra sessualità oggi abbiamo l’accesso a numerose fonti d’osservazione attraverso le quali possiamo farci un’idea di come funziona in natura la nostra sessualità.
 
Purtroppo questo non è altrettanto possibile per quando riguarda le occasioni di farci un’idea del mondo del lavoro attraverso l’osservazione, perché le nostre “uniche” fonti d’osservazione sono state il mondo della scuola e quotidianamente i massa media.
 
Se volete diventare dei lavoratori in proprio di qualità fate questo esercizio mentale:
 

- provate a rivisitare nella vostra mente quello che è stato il vostro mondo della scuola (e dell’università ) e immaginate che sia stato uno spietato killer dell’occupazione giovanile. Fate lo stesso con  i mass media e provate ad immaginarli p.e. come il luogo dove l’ignoranza viene coltivata con tenacia.

 Una riflessione critica sull’influenza che la scuola  e i mass media hanno avuto e hanno su ciascuno di noi per quanto attiene il nostro rapporto con il mondo del lavoro è il primo passo da fare per capire quali e quanti sono i paraocchi che ci impediscono di mettere a frutto la nostra intelligenza e cogliere così le opportunità che ci offre un mercato del business globalizzato ed in forte espansione.

Lavorare in squadra per vincere la concorrenza nel business

Anche nel mondo del lavoro dobbiamo davvero essere consapevoli che se non troviamo una squadra dentro la quale lavorare vuol dire che stiamo portando avanti il nostro business solo su una gamba.

Siete sicuri che questo vi porterà lontano?

La squadra minimale è composta da due persone (Bcellula);  quella minima ideale per affrontare le sfide del mercato è formata da tre persone (3cellula).

Qui puoi farti un’idea di cos’è una bcellula e una 3cellula e altre informazioni le trovi qui.

Ogni squadra ha un leader più o meno riconosciuto e qui trovi delle semplici considerazione su come possiamo fare per riconoscere se chi ci guida è davvero un leader capace di svolgere il suo ruolo in un mondo del business così competitivo come è quello dei giorni nostri. 


Prima di fare le cose dobbiamo immaginarle

Anche se spesso intuiamo che per fare le cose dobbiamo prima immaginarle, molti di noi non sono consapevoli di come si possa farlo in modo efficace.

E soprattutto molti di noi non si sono mai posti nell’ottica di utilizzare l’immaginazione per esplorare in concreto il mondo del lavoro e di più quella parte che ci interessa da vicino.

Un buon business coach e consulente aziendale deve essere capace di aiutarvi ad immaginare nuovi scenari in cui svolgere attività di lavoro autonomo e come fare attività di innovazione di prodotti e servizi.

Questa sezione della Guida è ancora in costruzione. Tornate a visitarla fra quindici giorni.

Intanto se volete potete visitare le altre sezioni della guida. Vi saluto e a presto!

Piero viscardi


Poiché la politica condiziona davvero anche le nostre attività lavorative…

Chi non è d’accordo sul fatto che il mondo del lavoro di un Paese è condizionato dal suo sistema politico?

Come condizionano il mondo del lavoro italiano gli uomini politici da noi liberamente eletti? ovvero, come incidono ogni giorno sul nostro benessere economico e su quello delle future generazioni le loro decisioni e non decisioni?

Forse uno solo è il vero peccato mortale che marchia il comportamento di noi lavoratori autonomi ed è un peccato di superbia: il fatto che agiamo come se fosse possibile fare tutto da soli… o peggio, come se fosse vero il proverbio che recita… chi fa da se fa per tre… 

Come e dove abbiamo imparato a fare nostro quel proverbio oggi così limitante?

Impariamo a destreggiarci nel mondo della politica! Questo è l’imperativo categorico che dobbiamo fare nostro se vogliamo ottenere il meglio dalle nostre attività lavorative e credetemi!… il mondo del business, della concorrenza, del mercato è davvero molto… molto meno insidioso di quello della politica e vi faccio questo esempio:

- in certi ambienti politici nostrani e non fatevi fuorviare solo dalle apparenze un’azienda in utile viene trattata come se fosse un’azienda inutile… e questo forse perché:

- un’azienda in utile è un organismo sano è quindi autonomo… e questo non consente ai "politici" di mostrare all’esterno quanto sono buoni, come invece possono fare quando si ergono a paladini di categorie deboli o presunte tali.

Ma in tutto questo non ci vedo niente di male se non per il fatto che troppo spesso ciò avviene mettendo i piedi in testa a noi cosidette persone normali e così mi chiedo:

Chi rema contro i lavoratori autonomi giovani o meno che siano?


Anche nel mondo del lavoro le credenze sono mobili o no?

Probabilmente in questo momento anche tu sei seduto su una credenza perché…

perché se anche nel mondo del lavoro le credenze fossero mobili le potremmo trovare da IKEA&C. 

E così potremmo cambiarle facilmente a nostro piacimento, invece di essere costretti a tenerci anche quelle che ci rendono invivibile l’ambiente di lavoro e la vita!

Anche le convinzioni limitanti sono mobili!Se è vero come è vero che le credenze sono mobili… allora non avremo nessuna difficoltà a muoverle e…

…così possiamo mettere da parte tutte quelle credenze (convinzioni, opinioni, presupposizioni…) che ci ostacolano e ci impediscono inutilmente di fare quello che vogliamo davvero fare.


Come si fa ad ottenere quello che si vuole?

Come fai ad ottenere quello che vuoi? chiedilo… CHIEDILO!

Fine della "lezione".

Il punto chiave è che rischiamo di non ottenerlo se prima non ci è davvero chiaro cosa vogliamo ottenere.

C’è differenza tra Interessarsi a qualcosa e Impegnarsi?

Prendere una vera decisione significa impegnarsi per ottenere un risultato e al contempo escludersi, tagliarsi fuori da ogni altra possibilità.

Spesso non possiamo impegnarci in modo adeguato perché non siamo capaci di superare il muro del dolore a breve scadenza. E dolore e piacere sono le forze che controllano la nostra vita e così anche il come prendiamo le decisioni nel nostro lavoro.

I M P A R I A M O  davvero… ad apprezzare il benessere economico   

 



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